Certificato Energetico Come Realizzarlo e Quanto Costa



Si chiama Ape, o Attestato di prestazione energetica o Certificato Energetico e si tratta di quel documento – introdotto dalla Direttiva Europea 2010/31 /UE e recepito anche in Italia con tre decreti ministeriali pubblicati nella Gazzetta Ufficiale  n. 162 del 15 luglio 2015, come negli altri Stati comunitari , che serve a informare gli utenti su quali siano i consumi di una casa o edificio.

Obbligo Certificato energetico

L’Attestato di prestazione energetica è un adempimento necessario per chiunque voglia vendere o affittare uno stabile (sia esso un singolo appartamento oppure un intero fabbricato, nuovo, ristrutturato o già esistente). In mancanza di questo documento le parti rischiano multe fino a 4000 euro per appartamenti in affitto e fino  18000 per atti notarili di compravendita.

L’obiettivo è garantire trasparenza a chi compra. Come per ogni elettrodomestico in negozio è presente un’etichetta con l’indicazione di quanto consuma, così anche per una casa è necessario dichiarare già
nell’annuncio immobiliare il “dispendio” di elettricità e gas.

In caso di nuovi edifici spetta al costruttore far predisporre il documento. Inoltre deve essere redatto (e inserito negli annunci di vendita, secondo il modello approvato nel decreto) anche in caso di cessione a titolo oneroso dell’unità immobiliare per compravendita o locazione.

In caso di vendita dell’unità, l’Ape viene allegato all’atto mentre in caso di affitto è messo a disposizione del conduttore oppure gli viene consegnato in copia conforme all’originale (che resta in possesso del proprietario di casa).

Quanto dura il certificato energetico di un edificio

L’Ape vale 10 anni dal rilascio ed è necessario per tutte le nuove costruzioni e per i risanamenti. Chi possiede un Ape corso di validità non dovrà produrre un nuovo documento, almeno fino alla naturale scadenza (dieci anni dal rilascio).

Tutto questo vale se l’immobile non è stato sottoposto a un intervento di ristrutturazione o di riqualificazione, che riguardi elementi edilizi o impianti tecnici in maniera tale da modificare la classe energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare.

In caso contrario, terminata la ristrutturazione, il documento deve essere rinnovato, in caso di vendita o affitto dell’unità immobiliare. L’attestato di prestazione cessa il suo corso di validità anche quando il proprietario o l’inquilino di un immobile non sottopone alle manutenzioni periodiche gli impianti tecnici e in particolare quelli termici.

certificato-energetico

esempio APE certificato energetico di un edificio

A chi rivolgersi per il certificato energetico

Come in passato, il compito di redigere l’Ape spetta ad un tecnico abilitato (ingegneri, architetti, geometri, geologi, periti ambientali, etc) che, nel corso di un sopralluogo obbligatorio, esamina le caratteristiche dell’unità e calcola quale sia il fabbisogno di energia necessaria per riscaldarlo, raffreddarlo, garantire a chi vi abita l’acqua calda sanitaria o la ventilazione meccanica (se è prevista).

I cittadini possono contattarli anche consultando gli elenchi, pubblicati ad hoc (in genere dalle Regioni). A seconda del (titolo di studio, l’abilitazione al rilascio dell’Ape scatta in automatico o a fronte della frequenza a un corso di formazione con superamento dell’esame finale, in genere, possono rilasciare l’Ape anche le società edilizie .

quanto costa il certificato energetico

mediamente per un singolo appartamento i prezzi si aggirano a 120-190 euro. Per edifici piú grandi si può arrivare anche a migliaia di euro.

A questi prezzi vanno aggiunti i bolli che variano da Regione a Regione per l’iscrizione al Sistema Accreditamento Certificazione Energetica, intorno ai 15 euro.

Cosa serve per il certificato energetico

II certificatore, a norma di legge, deve effettuare un sopralluogo nella casa da esaminare e richiedere al committente i documenti di input necessari ad avviare la procedura di calcolo, il proprietario di casa invece deve consentire al tecnico di effettuare un rilievo di tutta l’unità abitativa, affinché possa prendere nota delle dimensioni dei locali, delle caratteristiche degli impianti e di ogni altra informazione utile ad avere un quadro completo dell’involucro edilizio.

Come è fatto il Certificato energetico

Il certificato si sviluppa su cinque pagine e dedica una prima sezione agli utenti comuni, una seconda ai tecnici. Fra le informazioni obbligatorie, pena l’invalidità, ci sono l’indice che riporta il fabbisogno globale di energia (sia rinnovabile che non), la classe raggiunta, le raccomandazioni su come migliorare la sostenibilità.

LA CLASSE DI MERITO : La classe dell’edificio sintetizza, in un’unica lettera, il quadro energetico della
casa, in tutto le “categorie” impiegate sono dieci, tre in più del passato. Si va dalla A – suddivisa a sua volta in quattro livelli- alla G, nel cui calderone rientrano gli edifici ad alto consumo.

Visivamente, sono utilizzati i colori dell’arcobaleno, dal rosso, che è associato alla classe peggiore, al verde, utilizzato per gli edifici più efficienti.

Per rendere immediata la comprensione dei dati, il nuovo Ape usa anche gli emoticon di gradimento, le “faccine” che sorridono o sono tristi a seconda del comportamento più o meno virtuoso del fabbricato.

Nel documento, il professionista è chiamato a suggerire al committente una serie di interventi che possono essere effettuati per migliorare la sostenibilità (ad esempio, l’inserimento di un sistema di isolamento a cappotto termico, l’installazione di pannelli solari ibridi,  la sostituzione della caldaia o il cambio degli infissi).

Il certificato energetico esamina anche quanto consuma l’edificio per la climatizzazione invernale e
la ventilazione meccanica (prima si teneva conto della sola energia usata per garantire comfort invernale e acqua calda sanitaria).

Tutti gli attestati prodotti in Italia dovranno confluire in una grande banca dati nazionale, predisposta dall’Enea. La banca dati si chiama Siape. In questo grande database confluiranno, il 31 marzo di ogni anno, tutti gli attestati che i certificatori caricheranno nel sistemi locali, disposti dalle Regioni.

Quindi i cittadini, i notai, gli amministratori e gli agenti immobiliari avranno a disposizione un formidabile strumento, per mettere a confronto le prestazioni energetiche degli edifici.

Multe Certificato Energetico Mancante

Per chi non verrà trovato in regola, scattano severe sanzioni . A titolo di esempio, il progettista che rilascia un Ape senza il rispetto dei criteri obbligatori è punito con una multa non inferiore a 700 euro e non superiore a 4.200 euro, più la segnalazione del fatto all’ordine o collegio di riferimento per provvedimenti disciplinari.

Se manca l’Ape per gli edifici di nuova costruzione e quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti, il costruttore o il proprietario è punito con una sanzione amministrativa non inferiore a 3 mila euro e non superiore a 18 mila euro.

Se manca l’Ape in un atto di compravendita o locazione il venditore o il proprietario incorrono in multe fra i 3 mila e i 18 mila euro nel primo caso e fra i 300 e 1.800 nel secondo. Rispetto al passato, non è però più prevista la nullità dell’atto.

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